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MILLET

Jean-François Millet (Gréville-Hague, 9 ottobre 1814 – Barbizon, 20 gennaio 1875) fu il primo degli otto figli di Jean-Louis Nicolas e di Aimée Henriette Adélaïde Henry, una coppia di piccoli contadini, molto religiosi, di Gruchy.
Suo padre morì nel 1837, lo stesso anno in cui ricevette una borsa di studio dal Municipio di Cherbourg, che gli permise di recarsi a Parigi per frequentare l'École des Beaux-Arts sotto la direzione del pittore Paul Delaroche.
Nel 1847 espose al Salon di Parigi, l'importante mostra annuale che consacrava i migliori artisti dell'epoca .
All'inizio della carriera, Millet si dedicò ai ritratti, un genere sempre richiesto che gli permetteva di guadagnare il minimo per vivere.
Adeguandosi alle mode, sperimentò anche un genere che richiamava il rococò del XVIII secolo: rappresentò quadri mitologici e allegorici, con scene campestri spensierate.
Dal 1850 si cimentò con le incisioni: dopo i primi esperimenti necessari a prendere padronanza con la tecnica, eseguì stampe tratte da suoi dipinti, ma riprese pure, nei quadri, soggetti già incisi.
Nel periodo di Barbizon, si dedicò a rappresentazioni di scene agresti a metà strada tra il naturalismo e il realismo: i protagonisti dei suoi dipinti, contadini o persone delle classi più umili, sono ritratti con una grande dignità e forza d'animo.
Sono queste le opere che vennero più volte richiamate da artisti come Vincent Van Gogh e Salvador Dalí.
IN QUESTA SEZIONE TROVERETE ALCUNI DIPINTI DEL PITTORE SUINDICATO.

002 Millet Piantatori_di_patate_1861

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003 Millet La Primavera

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005 MILLET - Lavandaie.JPG

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007 Millet . Le Spigolatrici

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